Math   Science   Chemistry   Economics   Biology   News   Search

> Eclipse: A mystery in the ancient times Issue: 2007-3 Section: Astronomy

English

 

Il sole è stato sempre considerato molto importante per la vita terrena perché ci dà calore, luce e, in un certo senso, anche protezione. La nostra vita non ci sarebbe senza sole. Possiamo ben capire, quindi, cosa succedeva nelle popolazioni antiche quando il sole, per motivi allora sconosciuti e misteriosi, scompariva nel bel mezzo del giorno. Anche oggi un’eclissi totale di sole dà delle emozioni molto forti. Io ho avuto la fortuna di assistere a questo evento nel marzo del 2006 in Turchia, in occasione di un Meeting di EPMagazine e devo dire che è stata una delle più belle esperienze che io abbia mai avuto. Infatti, nel giro di pochi minuti tutto è diventato buio, la temperatura è scesa moltissimo e un leggero vento è comparso all’improvviso. Non solo mi sono reso conto di quanto siamo infinitamente piccoli rispetto alla grandezza dell’universo, ma anche di come quest’ultimo sia veramente dinamico. Il primo popolo che decise di registrare questo meraviglioso evento fu la Cina. Il 22 ottobre del 2134 a.C. scrissero che Il Sole e la luna non si incontrarono in armonia.

Da questo possiamo capire che videro l’evento come un qualcosa di catastrofico, di estremamente negativo. Questo è anche dimostrato dal fatto che due astronomi, Hi e Ho, furono messi a morte perché non riuscirono a prevedere l’evento: Qui giacciono i corpi di Hi e Ho, il cui fato, benché triste, è risibile; uccisi perché non poterono scorgere l’eclissi che fu invisibile.

Un'altra testimonianza ci arriva dall’antico poeta greco Archiloco che con pochi versi riuscì a descrivere, verso la metà del VII secolo a.C., lo straordinario fenomeno dell’eclisse: Non c’è nulla di incredibile, nulla di innegabile, nulla di assurdo, poiché Zeus padre degli Olimpi fece notte a mezzogiorno, e del sole splendente smorzò ogni luce. Un freddo timore calò sugli uomini. Inoltre, in molte occasioni, le eclissi turbarono così tanto l’animo dell’uomo da far riappacificare intere popolazioni. Un esempio eclatante ci arriva dallo storico Erodoto che narra di una guerra fra i Lidi e i Medi, due popoli che combatterono incessantemente per cinque anni senza arrivare a nessun accordo.

Lo storico infatti scrive che Mentre essi con pari fortuna proseguivano la guerra, nel sesto anno si scontrarono e, nel corso della battaglia, il giorno all'improvviso diventò notte... I Lidi e i Medi cessarono allora il combattimento e s'adoprarono entrambi affinché si facesse fra loro la pace. Questo a dir poco originale episodio è molto significativo perché ci fa capire ancor di più quanto la potenza e il mistero di eventi naturali avesse influenza sulle popolazioni.

Inoltre l’uomo cercò anche di contrastare questo terrificante fenomeno, sviluppando dei rituali caratteristici per ogni cultura che ancora oggi in alcune parti nel mondo vengono svolti. Per esempio gli antichi cinesi pensavano che l’eclissi era causata da un drago che divorava il sole e per questo cercavano di scacciarlo e spaventarlo percuotendo tamburi e facendo vibrare nel cielo migliaia di frecce. In Giappone invece la popolazione copriva i pozzi per evitare che il veleno proveniente dal cielo oscurato potesse inquinare l’acqua e provocare quindi un danno ancora più grande. Ci furono anche delle credenze e spiegazioni positive riguardo le eclissi. Per esempio alcune antiche tribù eschimesi pensavano che il sole e la luna lasciassero il loro posto in cielo per controllare che sulla terra andasse tutto bene; o ancora alcune popolazioni nordiche vedevano le eclissi come il congiungimento amoroso tra il sole e la luna. Ma l’uomo, nel corso della storia ha cercato di dare una spiegazione scientifica a questo straordinario evento. Mentre inizialmente attribuiva l’eclissi a tremende punizioni degli Dei o addirittura all’opera di draghi, molti filosofi greci o pensatori degli ultimi secoli prima di Cristo incominciarono a proporre alcune ipotesi. Infatti, riuscirono a formulare tre principali teorie:

 

  • la prima individuava come causa la luna, che interponendosi tra la terra e il sole impediva ai raggi solari di raggiungere il nostro pianeta, lasciandolo al buio;
  • la seconda individuava come causa alcune nubi presenti nell’universo contenenti elementi che avrebbero impedito la combustione; queste nubi, in prossimità del sole, sarebbero riuscite a spegnerlo temporaneamente provocando quindi un oscuramento totale;
  • la terza teoria, infine, individuava come causa un corpo celeste vacante nello spazio e capace di attirare tutti i raggi luminosi in un solo punto della sua superficie.

 

Ma, nonostante questo primo tentativo di spiegazione razionale, rimase sempre radicata nella società una concezione negativa delle eclissi, legata al volere divino e anche alla negatività. In particolare anche nel medioevo e negli inizi dell’età moderna si pensava che il verificarsi di un eclisse preannunciasse delle sventure. Ed è solo dal XVII secolo che si incominciò a studiare questo fenomeno mettendo da parte miti, paure e leggende tramandati da secoli. In particolare Johannes Kepler, in occasione dell’eclissi di sole del 12 ottobre 1605 fu il primo a descrivere l’apparizione della corona solare. Anche l'astronomo reale inglese Edmund Halley, con l’eclissi del 1705 riuscì a fare la stessa osservazione, individuando anche alcune protuberanze. A partire dalla seconda metà dell’800, grazie all’osservazione delle eclissi si fecero importanti scoperte. Infatti, nel 1851 fu costruito il primo dagherrotipo della corona solare e nel 1860 Angelo Secchi e Warren de la Rue riuscirono a fotografarla. Grazie a queste ultime fu possibile dimostrare che le protuberanze non sono effetti ottici, ma fanno parte dell’atmosfera solare. Infine, si riuscì a individuare nel sole un nuovo elemento che fu chiamato Elio. Insomma possiamo dire che oggi l’eclisse non è più un mistero o un evento da temere, ma solo uno spettacolo da non perdere per il grande fascino e il carico di emozioni che riesce a trasmettere in pochi minuti.

 

Bibliography

  • www.pd.astro.it/eclisse, Istituto Nazionale di Astrofisica, Padova, 26.09.2005
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Eclissi_solare, Wikimedia Foundation, Italy, 30.01.2008
  • Marco Maura, www.astrofilitrentini.it/attiv/lavori/eclsol07.html, Associazione Astrofili Trentini, Trento, 21.01.2003
  • Fred Espenak, http://sunearth.gsfc.nasa.gov/eclipse/eclipse.html, NASA, USA, 15.01.2008
  • www.exploratorium.edu/eclipse/, 04.01.2006
  • Fred Espenak, www.mreclipse.com/Special/SEprimer.html, 14.01.2008
  • http://csep10.phys.utk.edu/astr161/lect/time/eclipses.html, 10.08.2000
  • www.bbc.co.uk/science/space/solarsystem/sun/solareclipse.shtml, BBC, London, 01.02.2008
  • Mauro dolci, www.te.astro.it/infoservizi/attivitadivulg/2005eclissesole/eclisse_sole_05.html, Osservatorio Astronomico Collurania, Teramo, 13.12.2007
  • F.R. Stephenson, www.dur.ac.uk/Classics/histos/1998/stephenson.html, Department of Physics, University of Durham, 21.07.1998
  • www.filosofico.net/erodotostorie.htm, 19.04.2004