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Notizie storiche

L’antimonio è un elemento noto sin dall’antichità. La stibite, solfuro di antimonio Sb2S3, veniva usato in tempi biblici per truccare gli occhi, è stato trovato come vasellame in Caldea datato presumibilmente intorno al 4000 a.C., prodotto della fusione del metallo mentre altri reperti in rame ricoperti di antimonio risalgono al 2500-2000 a.C. in Egitto. Plinio dette il nome stibium a questo elemento mentre Jabir attorno all’800 d.C. usò il nome Antimonio; i due nomi venivano usati alternativamente sia per l’elemento che per il solfuro fino a Lavoisier. In effetti la confusione attorno all’elemento fu legata all’opera degli alchimisti che scrissero numerosi trattati sull’argomento (come vedremo in seguito) cercando di mascherare le conoscenze sull’elemento e i suoi composti.

 

Utilizzo

L’antimonio è usato nella produzione di leghe per la costruzione degli accumulatori a piombo. Recentemente sono state introdotte leghe di piombo con il 2,5-3 % di Sb e tracce di arsenico per ridurre fenomeni di autoscarica. Attualmente trova crescente impiego nell’industria dei semiconduttori.

Alchimia

L’antimonio non era altre volte di alcun uso in medicina. Un monaco chiamato Basilio Valentin cercando la pietra filosofale, scoprì gli effetti violenti di questo purgante. Un giorno gettò via qualche residuo di questo minerale che gli era servito per le sue operazioni chimiche; dei porci accidentalmente ne mangiarono e furono fortemente purgati; ma poi ingrassarono in modo straordinario. Valentin osservato il caso volle rendere un gran servigio ai suoi confratelli, ingrassandoli tutti. Ne compose quindi delle bibite che non mancarono di mandare all’altro mondo tutti i frati del convento. Allora, siccome frate o monaco chiamansi in francese moine, così questo funesto minerale si chiamò antimonite donde ne venne antimonio. Il frate, ciò nonostante, continuò i saggi ricercando i principi e cercò di eliminare dal minerale le sue qualità pericolose. Quando credette di esserci riuscito compose un libro dal titolo Il cocchio trionfante dell’antimonio, ciò avveniva nel secolo Decimoterzo. Al principio del secolo XVI Paracelso riprodusse questo terribile rimedio, che il parlamento e la facoltà di medicina si affrettarono a proibire come vero veleno. Solo nel 1666 se ne permise definitivamente l’uso in medicina.

 

Etimologia

Dal greco Antimonos (solitudine). Dal Latino Stibium (bastone). Dal nome alchemico Antimonio (antimonaco).

Interessante il nome commune Valentinite dato a Sb2O3 probabilmente in riferimento a Basilio Valentin.

 

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